Friday, 30 December 2011

fuck you


Questo è l'aspetto che aveva il posto dove sono nato, alla vigilia di Natale. Ed è così che vorrei ricordarlo, avvolto nel silenzio e nella luce pallida del crepuscolo. Lontano dal trambusto dei centri commerciali. Lontano dalle bassezze dei mediocri politici locali.

La spiaggia di Punta Penna rientra nell'ambito territoriale della Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci, e nel Sito di Importanza Comunitaria "Punta Aderci - Punta della Penna". Quest'area, a sua volta, è inclusa nella proposta di perimetrazione del nascituro Parco Nazionale della Costa Teatina. Il quarto parco nazionale in territorio abruzzese.

A ridosso di questo territorio potrebbe presto sorgere una centrale a biomasse, la cui proposta di costruzione è stata recentemente approvata. Questo progetto è solo l'ultimo di una lunga trafila di scelleratezze, che comprende piani di estensione del porto commerciale, di istituzione di un impianto di recupero di rifiuti speciali, in una zona il cui fragile ecosistema è già minato dalla presenza, tra le altre, di un'industria per la produzione di fertilizzanti.

Esiste in un'altra parte del pianeta un simile scenario? La lenta agonia di questo gioiello naturalistico mi fa soffrire di più di quanto soffrirei nel vederlo raso al suolo dalle ruspe nel giro di un giorno, una volta per tutte. Nel frattempo, i parolieri nostrani ci ricordano che "in un'area industriale si fanno le industrie" tirando in ballo una "primogenitura" dell'area industriale rispetto alla Riserva Naturale, rilegata di conseguenza a mero inconveniente o, aggiungerei io, senza giri di parole, scomoda rottura di palle. Inutile ricordare all'abile paroliere che i sedimenti di Punta Penna sono lì da milioni di anni. Il periodo di funzionamento di una centrale a biomasse, in confronto, non è che un coccio disperso da qualche parte, nelle profondità dell'oceano. Ma politici, parolieri e parassiti nostrani sarebbero ben disposti a prosciugare questo oceano per raccogliere l'agognato coccio.

A proposito di questa delicata questione, segnalo l'ottimo lavoro svolto dall'Associazione Portanuova, che ha contribuito alla raccolta di circa cinquemila firme contro la costruzione della centrale.

Cari politici, cari parolieri. Con il vostro denaro vorrei che un giorno vi strozzaste. Prendetevi tutto, distruggete le nostre spiagge, i nostri mari. Ma sappiate che non potrete mai arrestare l'onda d'urto della Natura. Che un giorno riprenderà indietro ogni cosa.


This is how the place I was born in looked like on Christmas Eve. This is how I want to remember it, wrapped up in silence, in the dim twilight. Far from the chaos of shopping centres. Far from the mean local politicians.

The beach of Punta Penna is part of the Regional Nature Reserve of Punta Aderci, and of the Site of Community Importance of Punta Aderci - Punta della Penna. This area lies within the proposed boundaries of the National Park of the Costa Teatina, which will be the fourth national park in the Abruzzi region.

Adjacent to the Nature Reserve, a biomass power plant, whose proposal for construction has been recently approved, may soon be erected. Such a project is the last in a series of destructive plans, which include the extension of the commercial harbour, and the construction of a plant for the disposal of hazardous waste, in an area whose fragile ecosystem is already endangered by the presence, among others, of a factory that produces fertilizers. 

Is there any other part in the world facing such a scenario? The slow agony of this Nature's jewel hurts more than its sudden destruction could. In the meanwhile, our local media pundits remind us that "you're supposed to build factories in an industrial area" arguing that the industrial area was established well before the Nature Reserve, which is then relegated to a mere inconvenience or, I would say, a pain in the ass. Perhaps our smart media pundit does not know that the sediments of Punta Penna have been there for millions of years. Compared to them, the lifespan of a power plant is like a shard that is lost somewhere in the depths of the ocean. But politicians, media pundits, parasites would be inclined to drain the whole ocean for the sake of their longed shard.

Related to this issue, you're invited to check the excellent work done by Associazione Portanuova, who contributed to the collection of five thousand signatures against the biomass power plant.

Dear politicians, dear media pundits. I wish one day you'll choke with your money. Take everything, destroy our beaches, our seas. But be aware you'll never stop Nature's shockwave. Nature, which one day will take everything back.

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